FAME DI FAMA


 Laggiù dove un meridiano si incrocia con un parallelo per determinare un luogo, sorge un piccolo paese di qualche milione di abitanti.

Noi non li conosciamo tutti però, visti che a noi ne interessano solo pochi, diremo di conoscere solo quelli lì.

L’ambiente: una casa al di fuori del borgo cittadino costruita dentro ad un enorme buco sicchè quando piove si allaga interamente e i suoi abitanti diventano famosi.   Per questo che lo scarico della vasca da bagno è in cortile.    Il buco entro cui è costruita la casa è interamente ricoperto da una rete per non far entrare gli insetti, anche se qualche volta arriva un meteorite che spacca tutto.    Sotto la casa è in attività un vulcano spento che fa puzzare tutto di vapori sulfurei e poi, per concludere, intorno all’abitazione non c’è nulla: solo una fila di alberi, un fiume, una strada, tante rocce e molti buchi…

La casa è modesta: 5 piani orizzontali, altrove si direbbe 5 stanze. La prima è vuota, perché se fosse piena quando piove l’alluvione farebbe dei danni.   La seconda stanza, invece, è sempre piena di oggetti utili e preziosi e serve a far sì che l’alluvione possa danneggiare qualcosa.   In essa sono appesi dei quadri rappresentanti dei funghi… sì, perché qui l’unica cosa che non manca sono proprio loro.

Sul pavimento sono sdraiati i mobili, e sopra di essi il tavolo con dentro le sedie. Nel lampadario ci sono pure alcuni abiti e attrezzi di uso quotidiano: un orologio a dondolo, qualche calzone con relativi calzini, uno scalpello per cercare le fragole (usano quello perché tanto di fragole non ce n’è), un termometro rotto, un centinaio di scatole di supposte, qualche pinzetta per i capelli, un pettine annodato e una coda di pesce per pulirsi le scarpe.

Gli oggetti preziosi sono riposti sotto un fiore, e sono numerosissimi: monete di cioccolato, biglie, specchietti, bottoni, conchiglie e perfino un grosso pupazzo di burro.

Nelle rimanenti tre stanze i nostri tre amici passano il tempo tra un alluvione e l’altro, aspettando solo di diventare, un giorno, più famosi di qualcuno.

Eccoli, i nostri amici: uno si chiama Quattro, è alto circa come lui, porta i capelli arruffati sul naso, occhi dello stesso colore e bocca larga, quasi più delle orecchie. L’altro si chiama Tris per distinguersi da Quattro, perché se non si dovesse distinguere si chiamerebbe Quattro anche lui.   Il terzo della compagnia invece è una donna (ma non lo si sa ancora con precisione) però è bella, alta e bassa, con due occhi che quando ti guardano ti vedono.

Questo è tutto: una casa modesta per tre persone infelici in cerca di fama.   Sono già da vent’anni in questa casa, e ormai sono quasi diciottenni tutti e tre e per questo, cominciando a stancarsi di aspettare che la fama piovesse loro dal cielo, decidono di andarle incontro.

E’ Tris che prende questa decisione e ne parla con i suoi amici che approvano la proposta. Si trovano quella sera stessa a casa di uno qualunque, visto che era la stessa cosa, e parlano a lungo.

E’ evidente che per andare incontro alla fame bisogna andarle incontro, per cui si pensa saggiamente di cercare la strada giusta per andarle incontro.

Il giorno dopo Quattro parte, solo, incontro alla fama per condurla alla Domus sua e dei suoi amici.

Esce dal buco e si guarda intorno; non era mai uscito da casa sua e si trova disorientato… A destra ha una fila di alberi in fila indiana che si perde all’orizzonte, a sinistra una fila dritta di rocce che si smarrisce nello spazio, avanti a sé un fiume con corso rettilineare che sfuma all’orizzon e dietro una strada lunga, così lunga che si perde all’ o-rizz.

Pensa di seguirla, ma non per molto: appena avesse visto qualcuno gli avrebbe chiesto informazioni.

Dufatti in effetti spunta il sale ed egli incontra la sua ombra che dice: - La strada per andare incontro alla fama è questa ma spesso è interrotta e non si può andare oltre, ci sono i Balboidi che la distruggono come che qualcuno la calpesta. Per sconfiggerli non hai che una via, questa: contare fino a dieci ed essere te stesso in ogni momento del cammino. –

Quattro si sente rincuorato da queste parole e parte, sicuro che oramai sarebbe giunto alla fama e la avrebbe portata ai suoi amici (anche).

Passano i giorni, però, e la strada ancora sfuma all’orizzonte, finché 4 non giunge ad una rottura.

-         Sarà opera dei Balboidi – pensa tra sé e sé –

Conta fino a dieci e all’improvviso spunta un ponte con un Balboide che lo invita ad attraversarlo:

-         Di qui ti sarà facile continuare, di qui diventerai subito famoso –

Quattro resta se stesso e, anziché attraversare il ponte passa con cautela la rottura rotolando sulle scarpate e riprende la marcia, mentre la strada si fa più stretta e comincia a salire.

Dopo altri giorni un muro impedisce il cammino, ma Quattro conta sino a dieci e nel muro si apre una galleria, e un Balboide lo invita ad usufruirne:

-         Passa di qua, la fama ti attende dall’altro lato. –

Ma Quattro resta se stesso e scala il muro, all’aldilà vede che la galleria finisce in un tombino e si affaccia curioso a guardare, ma non vede nulla.

Per questo riprende a camminar, pazient e volenteros, sulla strada sempre più ripida e stretta.   Trova ancora, dopo altri giorni, un ostacolo al suo cammino: un cancello che chiude il passaggio essendo chiuso.

Senza darsi per vinto Quattro conta sino a dieci, all’improvviso il cancello si apre e un Balboide gli si para innanzi dicendo:

-         Per te è l’ultima occasione di aver la fama: passa di qua e ne avrai a tuo piacere –

Stavolta il nostro amico passa, e dopo pochi passi si trova di fronte a migliaia di persone che lo osannano:

- Complimenti, sei famoso !!! – gli dicono, e Quattro, contento, si congratula con se stesso e, sentendo tutti ai suoi piedi, cerca di schiacciare tutti quelli che può, per andare a prendere la fama e portarla ai suoi amici.

- Ma quali amici… ? – si sente dire – Qui siamo tutti nemici, perché siamo tutti famosi e nessuno vuole esser da meno. – E gli rifilano un pugno sul suo cappello di coriandoli.

Quattro si abbandona in un angolo: - Se tutti sono famosi è come se non lo fosse nessuno. Avrei fatto meglio e restare me stesso, forse avrei trovato la vera fama. –

Cerca allora di uscire da quella bolgia ma il cancello è chiuso.   Piegando una lacrima al cielo prova a pregare, ma non sa chi o cosa e presto lo vengono a cercare.

- Sei famoso e noi ti vogliamo tra noi qui, famosi… -

Ma Quattro sente che quella non è la vera fama e di notte cerca di fuggire, supera il cancello e all’improvviso si trova in un mondo sereno.

- Qui puoi trovare quello che cerchi – gli dicono – poiché tu hai le braccia e i piedi! –

Gli parla infatti un coso senza arti.

- Noi qui non li abbiamo, e non possiamo lavorare ma tu, che li hai, puoi farlo, e se lo farai sarai per noi famoso. –

Ma Quattro non cercava un lavoro ma solo la fama, e torna in retro.   Riprende la lunga strada che aveva percorso e torna verso casa con le tasche vuote, colmo di amarezza e delusione.   I Balboidi non si fanno più vedere perché ormai Quattrino ha fallito.   Occorrono giorni interi perché egli ricompia il cammino percorso in precedenza ma con l’aiuto del naso e delle lunghe orecchie riesce a ritornare alla casa nel buco che era là ad attenderlo, bella come prima, solo con qualche alluvione in più…

Sentito l’esito della disfatta, la donna della compagnia parte più sicura che non il Quattro di trovare la fama.

Al proposito, ella non ha un nome ma noi per comodità la chiameremo Full.

Full, dunque, esce dal buco e si guarda intorno… dopo varie esitazioni decide di seguire la via di alberi che si perde all’orizzonte.   Giorni dopo, mentre riposa sotto il 5463626712884847625101983928703486693637esimo albero, vede un Balboide che le offre di cogliere una patata da un albero proibito: era un gesto che meritava fama perenne!!!! Ma Full, che è saggia, snobba il Balboide e prosegue, sotto gli alberi, nel suo cammino immenso.

Il solo colora per la trentesima volta la notte di quel giorno, le stelle brillano nel buio e le nuvole si tingono ormai di rosso diventando verdi, alle spalle di Full un altro Balboide cerca di invitarla a diventare famosa bruciando un albero: dalle sue ceneri sarebbe scaturita la fama, ma Full non lo ascolta e prosegue a camminare finché un terzo Balboide la contatta:

- Se mi ami sarai famosa !!! – ed ella, cedendo al sentimento, lo accoglie a sé e prova a fare qualcosa che, un po’ per i funghi e un po’ per le alluvioni, non aveva mai potuto fare.

In breve tempo diventa famosa anzi, famosissima!!! Miriadi di Balboidi la adorano e reverendono: è la loro regina!!! Presto ogni Balboide le fa la corte finché si accorge che uno di loro, più degli altri, le accende il cuore.   Lo guarda a lungo e se ne innamorizza ma, come che prova ad avvicinarlo, si accorge di non riuscire ad amarlo.   Lo bacia, ma la passione svanisce nel cielo: ha perso l’amore: lo ha barattato con la fama acquisita… Questo è un peso troppo grande per lei, e cerca di far ritorno.   Per lunghi giorni fa marcia sotto il sole e giunta a casa, viene accolta carriolamente dai due amici.

Il terzo, Tris, si prepara però l’indomani a ri-partire: esce infatti dal buco e, seguendo la traccia delle rocce, si avvia all’orizzonte.   Il suolo è cosparso di buchi e Tris, per evitarli, ci salta dentro.

Passano i giorni, e la sua marcia verso la fama e la gloria prosegue instancabilmente, con speranza indomata.

Dopo 30 giorni e 20 notti, anche a lui un Balboide fa visita:

- Non andar oltre, la fama che tu cerchi è qui, ove son io.   Eccoti del denaro, con esso puoi comprare il mondo! -   Ma Tris è giovane e preferisce guadagnarselo, il pecunio, e si rincammina.

Non sa dove lo condurrà la via che ha intrapreso, sa solo quello che cerca.

Una sera un Balboide lo avvicina e:

- Questa è la donna più famosa del mondo, se la sposi sarai pari a lei –

Ma Tris era stato messo in guardia da Full, e no si lascia corrompere, riprendendo a filoviare.

I Balboidi però lo contattano nuovamente:

- Vieni con noi quaggiù dove tutto è oro, tranne l’argento. –

Stavolta Tris si lascia abbagliare: lascia la fama per la fortuna, ma presto si accorge che qualcosa, anche per lui, non quadra.   Dai suoi campi le messi dorate sono d’oro, e d’oro sono i grani di riso, di grano, i frutti degli alberi.

Tris patisce lentamente la fame finché, non potendo più resistere ad essa, torna a casa, terzo di tre tentativi, con il terzo fiasco.

Quella sera Tris, Full e Quattro, sicuri che la via da seguire per andare incontro alla fama è la rimanente, decidono di partire tutt’insieme nel fiume, per incontrarla tutt’uno.

I sogni dei nostri amici quella notte sono infiniti: applausi di tapioca, baci di mais, sorrisi di castagne….

La mattina, mentre il sole tramonta di buon’ora, anzi d’ora buonissima, che dico….??? D’ora così buona che se la scolarono per colazione, si portarono sulle rive del fiume per tuffarsi e seguirlo sino alla meta.

- Parto prima io – e parte.

- Ora io. -

- E infine io !!! –

Tutti e tre a bagno, Tris Full e Quattro non si potranno vedere più negli occhi per guardarsi: è una morte così stupida, quella che hanno cercato e voluto i nostri tre … eroi (?)

Strascinati dalla corrente si bevono litri e litri d’acqua sino a scoppiare; rotolando sul fondo del fiume della speranza, lasciano il mondo a cui hanno lasciato solo una casa in un buco..

Neanche quella, mi dite ? Ahimè, mi dicono che un meteorite l’ha distrutta!

- Peccato! – diranno Tris, Full e Quattro mentre, tenendosi per mano, vanno in cielo ….

- Se fossimo rimasti a casa saremmo diventati famosi ! –

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